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Donne e Pensiero Politico (DoPP)

3 novembre 2020 No Comment

Donne e Pensiero Politico (DoPP)
un progetto a cura di Cristina Cassina, Giuseppe Sciara e Federico Trocini

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Il numero delle pubblicazioni tendenti a valorizzare il ruolo delle donne nella storia e nella società è da tempo in costante crescita. Basta dare un’occhiata alle uscite più recenti per rendersi conto che attualmente disponiamo di una gamma piuttosto ampia di testi dedicati alle più svariate figure femminili e in particolare a quelle donne che, sfidando il tradizionale monopolio maschile, sono riuscite a distinguersi in ambiti socio-professionali – dalla scienza alla politica, dallo sport all’imprenditoria – da cui sono state a lungo pregiudizialmente escluse.
In parziale controtendenza rispetto a quanto appena detto, nel più ristretto campo degli studi sulla storia del pensiero politico è invece possibile constatare la tenace resistenza di un paradigma interpretativo che tende a relegare in seconda fila, se non a marginalizzare del tutto, il contributo teorico femminile. Se si prescinde da alcuni importanti lavori – tra cui ad esempio quello di Karen Green [A History of Women’s Political Thought in Europe, 1700–1800, Cambridge University Press, Cambridge 2018] –, anche i più autorevoli manuali di storia del pensiero politico, specie in Italia, continuano ancora oggi ad adottare una prospettiva tradizionale che privilegia il ruolo ricoperto dai ‘teorici’ a discapito di quello ricoperto dalle ‘teoriche’.
L’idea a monte di Donne e Pensiero Politico (DoPP) e di cui, in collaborazione con l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino, intendiamo farci promotori è semplice. A partire dalla denuncia della lacuna cui si è appena fatto cenno, intendiamo dar vita a un progetto che, abbinando ricerca e divulgazione, favorisca la creazione di una piattaforma che metta in risalto il contributo offerto dal pensiero femminile al dispiegamento di alcuni concetti fondamentali della ‘modernità politica’.
L’obiettivo del progetto è, in tal senso, duplice. È infatti nostra intenzione, da un lato, ripercorrere la storia del pensiero politico secondo una ‘prospettiva al femminile’ che risulti funzionale alla riscoperta un’altra storia – quella che vede appunto protagoniste le pensatrici politiche – intesa non già come aliena o contrapposta a quella più tradizionale di matrice tipicamente maschile, ma come parte strutturalmente integrante di essa. E, dall’altro lato, contribuire a un rinnovamento dei metodi e contenuti della storia del pensiero politico.
L’iniziativa con cui diamo avvio a DoPP consiste nella diffusione a cadenza settimanale di video-lezioni, concepite per un pubblico di studenti, insegnanti e giovani studiosi, con cui desideriamo riesaminare i profili intellettuali delle più interessanti pensatrici tra Sette, Otto e Novecento.
La scelta di concentrarci sul periodo compreso tra la fine del Settecento e il Novecento rimanda al fatto che, salvo rare eccezioni, prima della Rivoluzione americana e della Rivoluzione francese non si possa parlare di un vero e proprio pensiero politico al femminile. Esso è infatti sorto in coincidenza con l’affermazione dei ‘miti politici’ della modernità politica occidentale, connotandosi in termini di critica nei confronti della grave contraddizione, insita nel pensiero liberale, tra la proclamazione dei diritti naturali dell’individuo e l’esclusione delle donne dal godimento di tali stessi diritti.
A partire dai primi dell’Ottocento il processo di emancipazione avviato dalle cosiddette ‘rivoluzioni atlantiche’ iniziò gradualmente a investire anche il mondo femminile. Benché abbia contribuito ad attribuire alle donne un ruolo sociale che andasse oltre quello più tradizionale di madri e mogli, il successo di tale processo è stato tuttavia compromesso dalla sopravvivenza di ostinati pregiudizi, tra cui quello secondo cui, in virtù della loro stessa natura, le donne sarebbero incapaci di sviluppare quell’insieme di virtù razionali che le autorizzerebbero a fuoriuscire dal più ristretto ambito dell’oikos e, dunque, a costituirsi come soggetto autonomo della polis. Va da sé che nostro obiettivo non è quello di fare una semplice ‘storia del femminismo’. A partire dalla denuncia dei paradossi del modello liberale, desideriamo piuttosto riesaminare il contributo teorico di quelle pensatrici che abbinarono alla contestazione del modello patriarcale la rivendicazione del pieno godimento dei diritti di cittadinanza per tutti quei segmenti sociali che di volta in volta sarebbero rimasti estranei – per ragioni riconducibili non solo a questioni di genere, ma anche razziali ed economiche – ai processi di emancipazione.
Non seguendo un criterio meramente cronologico, ma passando attraverso madrine del moderno femminismo come Mary Wollstonecraf e Olympe de Gouges; protagoniste della stagione risorgimentale come Cristina Trivulzio di Belgioioso; pacifiste come Bertha von Suttner; rivoluzionarie come Rosa Luxemburg ed Emma Goldmann; studiose come Hannah Harendt ed Agnes Heller, ricostruiremo un percorso tematico che copre oltre due secoli di storia del pensiero politico ‘al femminile’, proponendoci di arrivare a prendere in esame, quantomeno nei suoi termini essenziali, anche la riflessione più recente. Cioè quella nell’ambito della quale, grazie agli apporti offerti dal multiculturalismo e dal post-colonialismo, la generazione più giovane di teoriche come Carol Pateman, Angela Davis, Nancy Fraser e Seyla Benhabib ha contribuito al ripensamento di alcune fondamentali categorie concettuali della democrazia moderna, tra cui quelle di cittadinanza, uguaglianza e identità.
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Sulla pagina Facebook e sul canale Youtube è possibile seguire settimanalmente la pubblicazione delle video-lezioni. 

Quelle pubblicate sinora sono le seguenti:

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 Olympe de Gouges (1748-1793) e i diritti delle donne, di Vinzia Fiorino
 Mary Wollstonecraft (1759-1797). Educazione, cittadinanza, matrimonio, di Serena Vantin
 Rahel Levin Varnhagen von Ense (1771-1833). Un’intellettuale ebrea nell’età del Romanticismo, di Marzia Ponso
 Flora Tristan (1803-1844), una socialista nell’età romantica, di Cristina Cassina
 Anna Maria Mozzoni (1837-1920): teoria e pratica dei diritti civili e politici, di Fiorenza Taricone
 «Mi spari pure, signor Senatore». L’anarchica Voltairine de Cleyre (1866-1912) e la schiavitù sessuale delle donne, di Valeria Palumbo
 Aleksandra Kollontaj (1872-1952) tra marxismo e femminismo. Una liaison dangereuse?, di Monica Quirico
 Il socialismo morale di Angelica Balabanoff (1878-1965), di Francesco Ingravalle
 Mostrare chi siamo: libertà e politica in Hannah Arendt (1906-1975), di Rita Corsi
 Dorothy Day (1899-1980), l’anarchica di Dio, di Alberto Guasco
 Amelia Podetti (1928-1979), la peronista che ispirò Bergoglio, di Alberto Guasco
 Tra adesione e dissidenza. Christa Wolf (1929-2011) e il suo tempo, di Anna Chiarloni
 Liberale, cristiana, femminista. Il caso di Deirdre McCloskey (1942-), di Alessandra Maglie
 Perché l’intersezionalità conta: Kimberlé Crenshaw (1959-), di Monica Quirico

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Nelle prossime settimane seguiranno video-lezioni su Mary Astell (1666-1731), Madame de Staël (1766-1817), Sarah Moore Grimké (1792-1873), Harriet Taylor Mill (1807-1858), Cristina Trivulzio di Belgioioso (1808-1871), Dora d’Istria (1828-1888), Louise Michel (1830-1905), Bertha von Suttner (1843-1914), Bertha Pappenheim (1859-1936), Rosa Luxemburg (1871-1919), Margherita Sarfatti (1880-1961), Sylvia Pankhurst (1882-1960), Simone Weil (1909-1943), Ursula Hirschmann (1913-1991), Gertrude Himmelfarb (1922-2019), Gayatri Spivak (1942-) e Nancy Fraser (1947-).

Per domande e informazioni: federico.trocini@istitutosalvemini.it; cristina.cassina@unipi.it; giuseppe.sciara3@unibo.it

Cristina Cassina
Giuseppe Sciara
Federico Trocini

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